I RACCONTA FAVOLE
A RICHIESTA DURANTE TUTTO L'ANNO SCOLASTICO ALL'INTERNO DELLE SCUOLE Età consigliata dai 4 ai 7 anni
La formula di spettacolo I Raccontafavole prevede la presenza in scena di due attori, in veste di narratori, un po' saltimbanchi e un po' macchiette da commedia dell'arte, che in maniera rocambolesca e giocosa, coinvolgeranno i giovani spettatori trasformandoli nei protagonisti della favola prescelta. Difatti i bambini, guidati dagli attori, interpreteranno i ruoli principali, indosseranno i costumi, canteranno, diverranno il motore propulsivo delle vicende che via via si svolgeranno sulla scena.Vai
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SCROOGE
DICEMBRE 2010
Età consigliata dai 7 ai 13 anni
di Rosario Palazzolo
liberamente tratto da Un canto di Natale di Charles Dickens durata 60 minuti
Un canto di Natale ( A Christmas Carol ) è una delle novelle più conosciute di Charles Dickens. La versione drammaturgica proposta mantiene la forza morale dell'originale, permettendoci di conoscerne i protagonisti, di saggiarne le debolezze, il senso etico. Ebenezer Scrooge è un vecchio solo e avaro. La notte che precede il Natale riceve la visita di tre fantasmi: il fantasma dei Natali passati, il fantasma del Natale presente e il fantasma dei Natali futuri. Costoro gli mostreranno ciò che era, ciò che è diventato, ciò che diventerà. Vai
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L'INCREDIBILE STORIA DI UN GATTO E DEI SUOI STIVALI
GENNAIO 2011 Età consigliata dai 5 agli 11 anni
di Rosario Palazzolo
liberamente tratto dall'omonimo racconto di Charles Perrault
durata 60 minuti
Ecco una delle più sottili, graffianti e straordinariamente attuali favole trasformarsi in uno spettacolo scintillante, divertente, funambolesco. Una fata, grazie a un incantesimo, riesce a donare la parola ad un gatto, e questi riuscirà, servendosi di alcuni stratagemmi, a permettere il matrimonio del suo povero padrone, il marchese di Pancia Secca, con la principessa Margherita. In barba al re taccagno, e a tutte le convenzioni sociali che vogliono, ancora e da sempre, le distinzioni per classi. Vai
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COLAPESCE
FEBBRAIO 2011
Età consigliata dai 7 ai 13 anni
di Rosario Palazzolo
liberamente tratto dalle leggende su Colapesce durata 60 minuti
Esistono numerose versioni della leggenda che narra le coraggiose imprese di Colapesce. Alcune trasmesse oralmente, altre scritte o raccolte da grandi scrittori, tra cui non possiamo dimenticare quelle trascritte da Pitrè, Natoli, Meli, Calvino. La storia narra di un pescatore di nome Nicola, ovvero Cola, che viveva a Messina intorno al 1200. Questi aveva una così grande abilità nel nuotare come un pesce e di rimanere sott'acqua per molto tempo, che la gente del luogo gli aggiunse il soprannome di Pesce. Vai
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STORIE PICCOLE PICCOLE – FAVOLE DEI CINQUE CONTINENTI
MARZO 2011 Età consigliata dai 5 agli 11 anni
di Rosario Palazzolo
liberamente tratto dalle tradizioni orali dei cinque continenti
durata 60 minuti
Storie piccole piccole è uno spettacolo affascinante, dove le culture danzano insieme, si mischiano, si suggestionano l'un l'altra, mantenendo le loro diversità. Alla riscoperta del piacere dell'ascolto, tentiamo di ricordare di un tempo, di sera, attorno a un fuoco, dove qualcuno a un certo punto iniziava a raccontare di storie e di leggende, di miti antichi e di fatti accaduti il giorno prima. Il tempo in cui gli uomini imparavano a riconoscersi fra loro, diventavano comunità. Le storie, tutte della tradizione orale dei cinque continenti, sono state trasformate in testo teatrale, cercando di mantenere intatte le suggestioni, i colori e le armonie dei paesi di riferimento. Vai
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TRIDICINO
APRILE - MAGGIO 2011
Età consigliata dai 7 ai 13 anni
di Rosario Palazzolo
liberamente tratto dalla raccolta Le Fiabe siciliane di Laura Gonzenbach
durata 60 minuti
Dopo Colapesce , proseguiamo lo studio delle tradizioni popolari proponendo lo spettacolo Tridicino . Rivisitiamo un personaggio popolare, fra mito e leggenda, protagonista indiscusso del repertorio favolistico di Sicilia. Un uomo, ovvero un ragazzo, che con le sue memorie a rotta di collo ha definito una cultura, fornendole senso e caratteristiche, imponendole una moralità del buon senso, spicciola e necessaria, che deve fare i conti con la fame, coi potenti e, soprattutto, con la fortuna che si tramuta spesso in malasorte.Vai |

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