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Tridicino
liberamente tratto dalla raccolta Le Fiabe siciliane di Laura Gonzenbach
di Rosario Palazzolo
con Monica Andolina, Delia Calò, Anton Giulio Pandolfo, Rosario Palazzolo
scenografie e costumi Compagnia del Tratto
produzione compagnia del Tratto
durata circa 60 minuti
età consigliata dai 7 ai 13 anni
Dopo Colapesce , proseguiamo lo studio delle tradizioni popolari proponendo lo spettacolo Tridicino . Rivisitiamo un personaggio popolare, fra mito e leggenda, protagonista indiscusso del repertorio favolistico di Sicilia. Un uomo, ovvero un ragazzo, che con le sue memorie a rotta di collo ha definito una cultura, fornendole senso e caratteristiche, imponendole una moralità del buon senso, spicciola e necessaria, che deve fare i conti con la fame, coi potenti e, soprattutto, con la fortuna che si tramuta spesso in malasorte.
Tridicino è un ragazzetto scaltro, un figlio del popolo. Un povero. Un povero che per il fatto di essere povero affina le capacità dell'intelletto. Nella storia che abbiamo deciso di narrare, egli, chiamato dal re in persona, viene inviato a recuperare la Cuttunina d'oro - ovvero una coperta ricamata col prezioso materiale - rubata precedentemente da Mammaddauro , anche costui personaggio mitico siciliano, spauracchio dei più piccoli, una specie di orco umanizzato. Un cattivo, insomma, per il solo gusto di essere cattivo. Una volta al palazzo, il ragazzo incontrerà Bettina, la figlia di Mammaddauro, e se ne innamorerà. Dopo altre avventure, Tridicino porterà a termine la sua missione: ritornerà dal re con la Cuttinina. Ma anche il re si dimostrerà avido e presuntuoso, costringendo il ragazzo a commettere una delle sue furberie. Il finale è lieto, come in ogni favola che si dica favola: Tridicino fuggirà con Bettina in cerca di fortuna e di un futuro migliore.
La sensibilità drammaturgica ha voluto restituire alla fiaba il ritmo dell'affabulazione orale e il timbro siciliano. Protagonisti sono i deboli, i poveri, i consumati dalla fame e dalle trepidazioni d'amore; giovani costretti a superare i più ardui ostacoli per ottenere un riconoscimento sociale.Un mondo che, dietro il filtro dorato del magico , lascia continuamente trasparire i temi dell'uguaglianza, della verità, della moralità violata. |
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